La testimonianza del cardinale Dziwisz

25 aprile 2014
"Trentanove anni ho vissuto accanto a Karol Wojtyła… Ho vissuto con un santo". Questo l'esordio, semplice e diretto, del cardinale Stanislaw Dziwisz nella conferenza stampa appena conclusa al Media Center della Sala Stampa della Santa Sede.  L'arcivescovo di Cracovia ha incontrato il futuro pontefice quando ancora non era vescovo, ma professore: "Andava in cappella dopo ogni sua lezione: entrava in contatto con Dio ed era il suo migliore esempio e insegnamento".

Per quanto riguarda la preghiera, il cardinale spiega: " Lui pregava con la sua vita. Tutto quello che faceva passava per la preghiera... Pregava per la pace, la giustizia… per i temi più importanti, per i collaboratori. Per la Chiesa...Pregava prima di ogni udienza, per ogni persona che avrebbe incontrato".
La sofferenza: "Era un uomo segnato dalla sofferenza. Tutta la sua vita. Da giovane perse madre e fratello, da seminarista perse suo padre, padre e amico... In ambulanza, quel 13 maggio 1981,  pregava per l'attentatore, aveva già perdonato e ha offerto questa sofferenza per la Chiesa e il mondo". Siamo stati poi tutti testimoni della sua malattia,

Altro tema che si può toccare è il rispetto alla persona. Era uomo di ascolto, sapeva ascoltare. Gruppo privilegiato per Giovanni Paolo II erano sempre i malati, e i poveri. Viaggiava molto per i paesi più poveri del mondo per gridare, dare  voce alla gente che soffriva per la povertà

Infine  i giovani: vedeva in loro il futuro della civiltà e anche della Chiesa.

Conclude il cardinale Dziwisz: "Voleva due cose in Vaticano: una casa per i poveri, e un convento contemplativo per la preghiera, per la chiesa e per il mondo. Sono felice che in questa casa abita Bernedetto XVI, così la preghiera si perpetua".