"Vi racconto due Papi santi", la testimonianza di Paul Poupard

08 aprile 2014
In una intervista rilasciata al "Corriere della Sera", il cardinale Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, ha parlato dei suoi ricordi come collaboratore di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. 

Per il cardinale Poupard «Papa Roncalli era un uomo molto alla mano. Non possiamo dimenticare di come fosse un genio della comunicazione: quando la figlia di Krusciov venne in visita alla Santa Sede la conquistò dicendo che avrebbe pregato per i suoi figli per poi concludere con un "Dio fece la luce e io vedo la luce nei suoi occhi"». 

E a proposito della santità di Giovanni XXII aggiunge: «Già il 4 giugno del 1963 c'era chi parlava di papa santo oltre che di papa buono. Dal tassista che mi accompagnò agli studi televisivi per una intervista ai vescovi che lavoravano al Concilio che volevano proclamarlo santo per acclamazione». 

Nel 1985 Paul Poupard fu creato cardinale da Giovanni Paolo II che, qualche anno prima, gli affidò il neonato Pontificio Consiglio per la Cultura. Ricorda Karol Wojtyla come un uomo di polso «che non sopportava cortigiani e insinuazioni, anzi aveva proprio degli scatti fisici di fastidio quando ne ascoltava qualcuna. Inoltre aveva una santa indifferenza davanti a chi lo voleva incensare. Giovanni Paolo II era un pozzo di preghiera: una volta, mentre stavamo facendo colazione, gli raccontai di una mia assistente che avrebbe dovuto subire una grave operazione. Interruppe improvvisamente di mangiare e andò subito a pregare per lei».